- Xanadu presenta Aurora, il primo computer quantistico modulare basato sui fotoni.
- Il sistema utilizza 35 chip fotonici collegati tramite 13 chilometri di fibra ottica.
- La sua architettura consente la scalabilità senza la necessità di temperature estreme.
- Si prevede che questa tecnologia guiderà la creazione di un centro dati quantistico entro il 2029.
L'informatica quantistica sta avanzando a passi da gigante e di recente l'azienda Xanadu ha reso noto Aurora, il suo nuovo sistema basato sulla tecnologia fotonica. A differenza di altre proposte quantistiche che richiedono temperature prossime allo zero assoluto, questa macchina innovativa funziona a temperatura ambiente, il che lo rende un file alternativa accessibile y efficiente per il futuro dell'informatica.
L'annuncio di questa svolta è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Natura e si distingue per la sua architettura modulare, una caratteristica fondamentale che faciliterà la scalabilità di questi sistemi. Con questa tecnologia si apre una nuova strada al calcolo quantistico, con possibilità di applicazione in vari ambiti, dalla ricerca sui materiali alla intelligenza artificiale.
Un design basato sui fotoni
Invece di utilizzare qubit superconduttori come altri sviluppi quantistici, Aurora utilizza i fotoni, cioè particelle di luce, per codificare ed elaborare le informazioni. Il suo design si basa su 35 chip fotonici interconnessi da una rete in fibra ottica che copre 13 km, distribuiti su quattro rack server.
Uno dei grandi vantaggi di questo approccio è che non richiede costosi sistemi di raffreddamento, che ne semplifica l'implementazione e riduce i costi operativi. Inoltre, i fotoni sono meno sensibili alle interferenze esterne, il che prolunga la stabilità dei calcoli quantistici.
Scalabilità e futuro del calcolo quantistico
La sfida principale del calcolo quantistico è aumentare il numero di qubit operativi senza perdere affidabilità nei calcoli. Al momento, Aurora ha 12 qubit, una cifra inferiore a quella di altri computer quantistici. Tuttavia, il suo design modulare consente espansione progressiva, che in futuro potrebbe portare alla creazione di sistemi con milioni di qubit.
Segun Cristiano Weedbrook, CEO di Xanadu, raggiungere questo numero di qubit su un singolo chip non è fattibile, quindi l'unica opzione è un approccio basato sui qubit. moduli interconnessi. Questo modello consentirebbe la costruzione di sistemi quantistici più potenti senza l' Limitazioni dagli approcci tradizionali.
Altre aziende come IBM e Google hanno puntato sulla superconduttività nei loro computer quantistici, ma la tecnologia fotonica di Xanadu ha un vantaggio significativo: Compatibilità con le reti in fibra ottica esistenti. Ciò faciliterebbe la sua integrazione con le infrastrutture attuali senza la necessità di grandi cambiamenti.
Sfide e piani a lungo termine
Nonostante i suoi vantaggi, Aurora deve ancora affrontare degli ostacoli. La perdita di fotoni dovuta al loro assorbimento o alla loro dispersione nei componenti ottici rimane un problema, poiché questi errori può influire sulla precisione dei calcoli.
Xanadu sta già lavorando a soluzioni per migliorare l' efficienza dei componenti ottici e ridurre le perdite di fotoni. Si prevede che nei prossimi due anni si raggiungeranno i seguenti obiettivi: progressi sostanziali in questo aspetto.
Inoltre, l'azienda ha proposto un ambizioso progetto volto a creare un centro dati quantistico entro il 2029. Questo obiettivo mira a stabilire un'infrastruttura avanzata che ci consenta di sfruttare appieno il potenziale dell'informatica quantistica basata sui fotoni.
Lo sviluppo di Aurora Rappresenta una pietra miliare nell'informatica quantistica e suggerisce che l'era dei processori quantistici commerciali è più vicina di quanto si pensasse in precedenza. Grazie alla sua architettura modulare e all'impiego della tecnologia fotonica, questo sistema potrebbe aprire la strada ad un nuova generazione di calcolo quantistico scalabile e accessibile.
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